Pubblicato da: Edelweiss CAI | 02/11/2014

Stage di ski roll

Il 5 ottobre si è concluso lo stage di ski roll, propedeutico al miglioramento della tecnica per lo sci di fondo. Iniziato a metà settembre, ha visto i partecipanti impegnati in cinque uscite, l’ultima delle quali sulla ciclabile della Val Brembana nel tratto da San Giovanni Bianco a Piazza Brembana.

Arrivederci all’anno prossimo con lo ski roll, e fra tre settimane con lo sci di fondo: si inizia il 23 novembre a Riale. Avete già visto il programma della stagione 2014-2015?

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Pubblicato da: Enzo | 26/10/2014

Chiedilo a Keinwunder!

Sabato 25 ottobre, molta attesa tra il folto pubblico per la proclamazione dei vincitori di Terre alte… emozioni dal mondo 2014.

Un amico, arrivato con qualche minuto di ritardo, curioso, ha domandato chi fosse stato scelto. “Chiedilo a Keinwunder” è stata la spiccia risposta. Non conosceva Keinwunder, che non è nella giuria né nell’organizzazione: “Perché dovrei chiederlo a Keinwunder?” risponde contrariato, “non puoi dirmelo tu?” In sala parte il trailer che inizia con un misterioso alpinista Keinwunder, un alpinista austriaco degli anni ’30, ed è evidente dalle prime battute che la biografia è interessante: bisogna proprio che martedì 28, al cinema ARCA di corso XXII marzo 23, ben noto ai nostri lettori, lo vediamo tutti per intero, chi sarà mai? Per chi non l’ha visto nella scorsa settimana, vale proprio la pena togliersi questa curiosità.


Keinwunder* di Cenini e Tavernini, registi originali e stimolanti

Poi, tra i film vincitori, due chicche per gli amanti dell’avventura e del trekking alpinistico:

A Nord perché, premiato dal Touring Club, è la cronaca di un viaggio vela-alpinismo tra i ghiacci delle Svalbard e della Groenlandia, di Carlo Gabasio, guida alpina convertito ai viaggi.
 


Kangchenjunga, i cinque tesori della grande neve
, di Paolo Paganin, narra di una spedizione a questo 8000 dalle dimensioni umane (non certo quelle spedizioni commerciali con centinaia di portatori e tonnellate di materiali e di rifiuti), iniziata lentamente con un bellissimo trekking, a contatto con gli ospitali popoli della montagna, con pochi partecipanti e i necessari sherpa, e, quando inizia la salita alpinistica, il confronto con se stessi e la grande maturità di chi lucidamente, pur giovane, consapevole dei limiti propri, rinuncia serenamente. Non tutti però, la sopravvalutazione dei propri mezzi tradisce qualcuno… È una cronaca reale e innovativa nel genere, da non perdere (premio CAI Milano).

Premiata in apertura una bella foto dell’alba al rifugio regina Margherita. Ho consegnato il premio nel mio ruolo di Presidente di Edelweiss CAI, molto apprezzata per l’organizzazione della serata prologo del 2 ottobre e per quella, molto attesa, che curerà martedì 28 ottobre al cinema ARCA. Penso che saremo in tanti, parecchi già i prenotati. Basta arrivare per tempo e ai ritardatari che vorranno essere edotti saremo categorici: “chiedilo a Keinwunder”!!

Enzo Acri

* in tedesco kein Wunder equivale a “non c’è da stupirsi”, “non è una sorpresa” ecc.

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 21/10/2014

Sul sentiero del viandante, pregustando la neve

Sentiero del viandanteDomenica 19 ottobre sul sentiero del viandante (Lago di Como) si è concretizzata una proposta della commissione fondo: “Perché aspettare la neve per incontrare gli amici fondisti? Organizziamo un’uscita a secco per sgranchirci un po’ dopo l’estate e prepararci alle uscite sulla neve!

Unanimi tutti i fondisti (e qualche ciaspolatore) che hanno trascorso insieme la giornata: è stata un’ottima idea.

foto di gruppo

Dopo avere raggiunto Varenna in treno da Milano, abbiamo seguito il sentiero fino a Dervio, percorrendo una decina di km e un dislivello totale di circa 500 m. L’itinerario è descritto in un post di novembre 2009, con link e altri dettagli.

Il percorso è molto vario, con diversi tratti nel bosco che si alternano ad altri tra le case di piccoli borghi e attraverso i prati. La stupenda giornata di sole ci ha fatto apprezzare al meglio gli innumerevoli scorci panoramici sul lago.

Castello di Vezio

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Pubblicato da: Edelweiss CAI | 13/10/2014

Terre alte… emozioni dal mondo 2014

Avete già segnato le date nel calendario? Dal 16 al 25 ottobre 2014 a Milano (Auditorium Centro Culturale San Fedele) si svolgerà la nuova edizione di Terre alte… emozioni dal mondo, festival internazionale del film di montagna.

È organizzato dall’Associazione Montagna Italia in collaborazione con la sezione di Milano del Club Alpino Italiano, il Touring Club Italiano e il Comune di Milano, con la partecipazione speciale di Edelweiss CAI che al Cineteatro Arca di Corso XXII marzo 23 il 2 ottobre scorso ha già curato Aspettando Terre Alte… emozioni dal mondo e a conclusione del festival martedì 28 ottobre ospiterà la serata Il meglio di Terre Alte… emozioni dal mondo.

Dettagli nel programma del festival, che contiene anche un intervento del nostro presidente Enzo Acri.

programma Terre Alte 2014

In attesa di questo importante evento, potete rivedere i trailer dei film e rileggere i resoconti delle serate 2013 di Enzo:

19 ottobre 2013
20 ottobre 2013
21 ottobre 2013
22 ottobre 2013
23 ottobre 2013
25 ottobre 2013
26 ottobre 2013

29 ottobre 2013, serata conclusiva organizzata da Edelweiss CAI.

Aggiornamento 20 ottobre 2014: per altri dettagli sul festival, il comunicato stampa più recente.

Sabato 25 ottobre gran finale con la proiezione di Messner: il film di Andreas Nickel.

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 09/10/2014

Parco del Monte Avic

Esistono luoghi della valle d’Aosta dove tornare: il Parco del Monte Avic è uno di questi. 

Domenica 28 settembre, complice il meteo favorevole, siamo partiti da Milano con un pullman affollato di entusiasti camminatori. Raggiunta  Veulla, sede del parco, siamo saliti  fin sulla vetta del Monte Barbeston (2482 m), uno dei punti panoramici più belli delle Alpi Graie. In una calda e limpida giornata autunnale, dopo 1200 m di agevole salita, dapprima in un bel bosco di pino silvestre e poi tra prati ed alpeggi, siamo arrivati  con un buon ritmo di marcia alla facile cresta finale, ormai al cospetto dei Giganti valdostani: da qui lo sguardo spazia tra Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa, che emergono da un bellissimo mare di nuvole bianche.

Monte Bianco

Quando abbiamo raggiunto la Madonnina della cima ci sentivamo già pienamente appagati dalla bellezza del paesaggio che ci circondava; tuttavia, le sorprese non erano finite: durante la discesa, dopo un secondo tratto di sentiero in cresta, ci attendeva una piacevolissima immersione in un bel bosco di pino uncinato con il suo intenso profumo di resina.

Stefano

Grazie a Fiorenzo per le foto.

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 08/10/2014

Trekking sulle Alpi Apuane

Dal 11 al 14 settembre 2014 un gruppo di 15 soci Edelweiss ha partecipato al trekking delle Alpi Apuane. Si è trattato di un trekking itinerante da rifugio a rifugio di 4 giorni che si è svolto nella parte delle Apuane più vicina al mare ovvero quella di Pietrasanta e Forte dei Marmi.

Un trekking di un certo impegno per la natura del terreno accidentato nella parte iniziale, ma di grande soddisfazione per il particolare ambiente, il panorama e le vedute sulle cave di marmo del Monte Corchia.

Pania della Croce

Il trekking ha avuto due momenti importanti con la salita alla famosa Pania della Croce, la “Regina delle Apuane”, e con la salita all’enorme torrione del Monte Procinto attraverso la via ferrata realizzata più di 100 anni fa e considerata la più antica d’Italia, ma interessante è stato anche il momento in cui si è raggiunto il Monte Forato costituito da un enorme arco naturale largo 32 m e alto 26 m.

Monte Procinto

Il meteo sostanzialmente bello e il buonumore dei simpatici partecipanti hanno contribuito all’ottima riuscita di questo trekking.

Franco

Monte Forato

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 29/09/2014

Aspettando Terre Alte… emozioni dal mondo

copertina

Giovedì 2 ottobre 2014 ore 20:45 vi aspettiamo tutti presso il cinema Arca per vedere la proiezione di film fuori concorso nell’ambito di Aspettando Terre Alte… emozioni dal mondo, il festival di cinema di montagna organizzato anche quest’anno a Milano dall’Associazione Montagna Italia. Programma della serata:

  • Passi di pace di Franco Delli Guanti (Italia, 2014); durata 12’, produzione     Fondazione Opera Campana dei Caduti
  • Jardìn de piedras di Victor Cabrera e Cristian Caradeuc (Cile, 2013); durata 43’. spagnolo con i sottotitoli in italiano, produzione Nube Negra Producciones.
  • Patabang di Andrea Frigerio (Italia, 2013); durata 42’, produzione Andrea Frigerio.
  • Un viaggiatore ai confini del mondo di Sabrina Bonaiti e Marco Ongania (Italia, 2012); durata 40’, produzione Emo Film e Uoei Lecco.

Ingresso gratuito, riservato a soci e simpatizzanti Edelweiss in sede o per email entro mercoledì 1 ottobre.

Vedi anche: i racconti dell’edizione 2013 di Terre Alte… emozioni dal mondo.

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 12/09/2014

Trekking al Monte Ararat – 2

Seconda parte del racconto di Paolo Todeschini sul trekking al Monte Ararat (Turchia) che si è svolto dall’8 al 16 agosto 2014. La prima parte è qui. 

Il campo 1 è situato in un ampio terrazzamento, dove trovano posto parecchie tende bi-posto e diverse tende per la produzione e per il consumo dei pasti in gruppo, con tavoli e sgabelli. I sevizi igienici e la doccia viene rifornita d’acqua, naturalmente non potabile, con tubi che prelevano da ruscelli. Dormiamo in tende bi-posto fornite di materassini.

Il giorno seguente abbordiamo la salita al campo 2 a 4100 m, su terreno più sconnesso, e con discreta pendenza. La cima dell’Ararat è quasi sempre in vista, e stupisce in quanto sembra così vicina. Il campo è ben diverso da quello che abbiamo lasciato, lo spazio per le tende è rubato tra grosse rocce di lava nere, tutto è scosceso, non ci sono servizi igienici, dappertutto ci sono rifiuti abbandonati singolarmente o in sacchi a loro volta abbandonati…uno squallore incredibile…

Ci sistemiamo alla meglio, ceniamo presto, per affrontare la breve notte di sonno, sveglia alle 2, partenza alle 3, il cielo è sereno, con la luna piena c’è una grande luminosità, freddo, la salita è resa faticosa dalla pendenza, dalla quota e da un terreno sdrucciolevole. Con l’alba assistiamo a un fenomeno davvero curioso: il sole sorge dalla parte opposta del monte, dalla pianura alle nostre spalle sale una bruma abbastanza compatta, l’ombra del monte, un cono perfetto, si staglia sulla bruma, dapprima molto esteso poi man mano che si alza il sole e saliamo noi, il cono rimpicciolisce e sbiadisce. Davvero suggestivo.

Dopo alcune ore eccoci al ghiacciaio, mettiamo i ramponi. Incrociamo alcune cordate che erano partite dal campo 2 alla 1 di notte, e che stanno scendendo.

La salita non è particolarmente ripida, la fatica è data dalla quota, sale un vento molto freddo, la progressione è lenta, eccoci sulla cima, ”decorata” da tubi storti, paletti mal messi… anche qui purtroppo, squallore!!

Fa freddo, siamo contenti. La vista tutt’intorno, non è particolarmente variata, l’”altra parte” non è dissimile dalla parte da cui siamo saliti… sappiamo che stiamo guardando verso Iran, Armenia e Kurdistan.

La discesa sembra più difficoltosa della salita, tutti ci stupiamo della strada fatta all’andata, al buio, ma alla fine raggiungiamo il campo dove sgomberiamo le tende e ci rifocilliamo. Intanto stanno arrivando altri numerosi gruppi che invadono il campo: fortuna che noi siamo di ritorno, altrimenti ci saremmo trovati nella ressa l’indomani.

Scendiamo avendo sempre in vista la nostra meta, siamo un po’ stanchi e non si arriva mai. Alla fine raggiungiamo il campo 1 che ci sembra bellissimo al confronto con il 2: ci si può fare anche una doccia… fredda!

L’indomani scendiamo, il sentiero ci sembra più lungo e più brutto dell’andata. Mangiamo un sacco di polvere per i nostri passi, quelli dei cavalli che incrociamo e per il vento continuo.

Il pullmino ci aspetta per riportarci a Dogubayazit, e l’indomani a Van. Prima di sistemarci in albergo, andiamo all’omonimo lago per visitare l’antica chiesa armena di Akdamar.

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 11/09/2014

Trekking al Monte Ararat – 1

Condividiamo il resoconto di Paolo Todeschini sul trekking al Monte Ararat (Turchia) che si è svolto dall’8 al 16 agosto 2014. Questa è a prima parte.

Per problemi di voli il gruppo si forma a Istanbul, siamo in 14 oltre la guida.

Da qui voliamo alla città di Van, 1750 m, sull’omonimo lago, all’estremità orientale dell’Anatolia.

Con un viaggio di circa 3 ore, valicando un passo di 2400 m. circa, un bus privato ci porta nella cittadina di Dogubayazit a 1625 m. Lungo il percorso si notano numerose installazioni militari. L’ambiente è caratterizzato da zone con rocce nere, tipicamente colate laviche residue dell’attività vulcanica dell’Ararat.

Il paese è di uno squallore e di una sciatteria inimmaginabile, e l’albergo che ci ospita non lo è di meno, albergo relativamente moderno e molto pretenzioso, ma la cui manutenzione è assolutamente assente da vari anni.

Unica attrattiva di Dogubayazit, oltre la dominante presenza dell’Ararat che sembra vicinissimo, è il bellissimo palazzo ottomano di Ishak Pasa, a pochi chilometri dal paese, sulle pendici di un severo monte dove rimangono i resti di un’imponente fortificazione e del villaggio che circondava il palazzo.

L’edificio, che voleva rivaleggiare in bellezza e ricchezza con i palazzi del sultano, ha subito importanti restauri eseguiti con sapiente cura, ed oggi è un museo.

La sera consumiamo un buon pasto presso un ristorante con self-service.

Prima di affrontare la notte la nostra guida ci consiglia di iniziare ad assumere fino al giorno della salita alla vetta, il Diamox, farmaco che aiuta a sopportare la carenza di ossigeno in quota, e quindi previene il classico “mal di montagna”.

L’indomani con 2 minibus che oltre a noi ed al nostro bagaglio trasportano tutto il necessario per la gestione delle soste ai campi base, saliamo per strade e piste assolutamente prive di segnaletica, lungo le pendici dell’Ararat fino al termine della strada a quota 2200, dove i cavalli attendono i loro carichi e noi ci incamminiamo verso il campo 1 a quota 3300 m., per sentiero ben segnato, anche se martoriato dal continuo passaggio dei cavalli.

Lungo la via compaiono come dal nulla greggi, prevalentemente di pecore, e mandrie di scarni bovini. Abituati alle nostre vallate, nelle quali risuonano gli scampanii del bestiame, è curioso realizzare che qui le bestie non portano sonagli.

Numerosi sono i campi dei pastori, uno addirittura a 3000 m, dove famiglie intere si trasferiscono per l’estate portando anche anitre e galline. Dai campi accorrono pastorelle con i loro manufatti, bamboline, foulard, cappellini, fionde multicolori ecc. che cercano di vendere agli alpinisti.

Il racconto continua nel prossimo post.

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 01/09/2014

Weekend al Weissmies

Le previsioni per il weekend del 12 e 13 luglio al Weissmies (Svizzera) non erano affatto buone, sia per la neve caduta nei giorni precedenti sia per il meteo dei giorni interessati.

All’arrivo a Saas-Almagell (1672 m), primo intoppo al… parcheggio: non si capisce come pagare per le 30 ore circa previste di sosta, macchinette, monete, carte di credito, bah, alla fine sistemiamo la cosa e partiamo per i 1200 m di salita per raggiungere l’Almagellerhütte (2894 m). Arriviamo fradici e infreddoliti perché la pioggia che ci ha accompagnato per buona parte del tragitto si era trasformata in neve. Sotto i piumoni del bel rifugio che ci ha accolto recuperiamo la temperatura adatta, poi cena con una abbondante minestra e, come secondo, linguine (!) con una sorta di spezzatino di pollo con crema. E per finire, melone, da mangiare rigorosamente con un cucchiaino.

Come sarà il tempo domani?!? Ci svegliamo prima delle 4, piove, ma si prevede una finestra di tempo migliore per alcune ore, per cui dopo colazione si parte: pioggia nevischio pausa e poi ancora. Dopo un’ora circa mettiamo i ramponi e ci leghiamo, siamo 3 cordate, con altrettante guide. Cominciano tratti di roccette che si alternano a neve fresca. Il percorso si svolge prevalentemente lungo le spalle del ghiacciaio. 1100 m di dislivello, la quota si fa sentire. Verso la cima ci sono brevi aperture sopra le nuvole che lasciano intravedere qualche monte attorno, più come apparizioni che vedute vere e proprie.

Dopo un percorso su una bella cresta piuttosto esposta raggiungiamo la cima (4017 m).

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La discesa, 900 m, tutta in neve, avviene dalla parte opposta, e scende all’ovovia che porta a Saas-Grund. La visibilità migliora e ci permette di vedere il ghiacciaio con grandi seracchi.

I partecipanti hanno dimostrato soddisfazione per l’escursione e siamo tornati a casa contenti.

Paolo Todeschini

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 28/08/2014

Via Alpina 5: da Merano alla Bassa Engadina

Dal 19 al 26 luglio un gruppo Edelweiss CAI ha partecipato al trekking Via Alpina 5: da Merano alla Bassa Engadina, con qualche variazione di programma dovuta al maltempo. Eccovi il racconto di Paolo Todeschini:

imageCol treno raggiungiamo Bolzano, dove un efficientissimo autista del bus privato prenotato, ci preleva addirittura al binario e con lui raggiungiamo la partenza della funivia di Tirolo, sopra a Merano: pique-nique sulla terrazza panoramica che domina la conca di Merano, punto di arrivo della tappa dello scorso anno della Via Alpina (per chi non lo sapesse si tratta del tracciato che da Trieste porta a Monte Carlo, toccando tutti i Paesi prospicienti le Alpi).

Di qui, in poco più di due ore raggiungiamo il Rifugio di Valico dove ceniamo e pernottiamo.

L’indomani, con tempo nuvoloso e alcuni piovaschi percorriamo la Meraner Hoenweg, un sentiero in mezza costa lungo il versante sinistro della Val Venosta, con continui saliscendi, molto lungo, in bei boschi di larici.

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Passiamo in vista del Castel Duval, residenza estiva di Messner e museo. Arriviamo così a St. Katherina con la sua bella chiesa in cima alla collinetta. Da qui con il bus di linea raggiungiamo la nostra meta per la notte, un confortevole hotel a Madonna di Senales.

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Il mattino seguente pioggia a dirotto, previsioni pessime per la giornata. In questa tappa dovremmo affrontare Forcella del Santo a 3097 m, con un nevaio residuo dell’inverno: siamo attrezzati con i ramponi, ma è molto probabile che lassù nevichi, e ci sia nebbia, con difficoltà di trovare la via giusta: meglio non rischiare.

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Pubblicato da: Enzo | 09/08/2014

Trekking in Sicilia: natura e cultura 2

Tra i ricordi del trekking in Sicilia più legati alla storia recente sono vivi, per l’emozione provata nel visitarli, alcuni luoghi come il memorial di Portella della Ginestra, sito della storica strage di pacifici manifestanti nella ricorrenza del 1° maggio del 1947, attribuita agli uomini del famigerato bandito Giuliano, ed oggetto di ancora non chiara individuazione dei mandanti.
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Portella della Ginestra
memorial

Eravamo nel territorio di Piana degli Albanesi, uno dei quattro principali centri arbëreshë siciliani, fondato nel ‘500 da popolazioni provenienti dall’Albania, in fuga sotto la pressione della conquista saracena dell’epoca.

Proseguendo nel trekking, la sosta in un altro paese arbëreshë, Palazzo Adriano, ci ha riportato alle atmosfere di un capolavoro del cinema italiano, "Nuovo Cinema Paradiso", che qui ebbe la principale location, memorabile non solo per l’Oscar conseguito da Tornatore, quanto perché il film è un omaggio a tutto il cinema: chi non ricorda la sequenza dei celebri baci della storia del cinema?

Naturalmente Palazzo Adriano non è solo un set cinematografico, ma un borgo perfettamente conservato, con una piazza e una fontana deliziose, perfetto per un relax prima di un’altra tappa, veramente estiva, che ci ha portato prima alla Pietra di Salomone, una singolare emergenza di roccia ricca di fossili, poi sulle alture sovrastanti la valle del fiume Sosio, con ampia visuale.

salendo verso Pizzo Gallinaro

Per associazione di idee, ma storicamente e geologicamente tutt’altra cosa, parlando di Saraceni, viene in mente la suggestiva Scala dei Turchi, un candido "trampolino" balneare nei pressi di Agrigento, ideale per relax e tintarella, su cui si è conclusa la traversata della Sicilia centrale.

Scala dei Turchi

Un "terzo" di Sicilia in una settimana ? Già, proprio così. Dopo il primo "terzo", quello occidentale, fatto nel settembre 2013, manca ora l’ultimo "terzo", quello più orientale, dall’Etna in giù: non anticipiamo niente, abbiate fede… e seguiteci.

Enzo

Pubblicato da: Enzo | 20/07/2014

Trekking in Sicilia: natura e cultura

trekking Sicilia 2014

Nel trekking in Sicilia del mese scorso, di cui abbiamo dato notizia con descrizione dei più suggestivi itinerari pedestri, quello di Rocca Busambra e del Pizzo Carbonara, oltre che nello spazio abbiamo viaggiato nel tempo, con emozionanti visite alle celebri Valle dei Templi di Agrigento e a Morgantina con la affascinante Venere, recuperata dopo 40 anni dal Paul Ghetty Museum di Malibu (Stati Uniti) dove era giunta trafugata da ignoti tombaroli.

tempio di Eracle - Agrigento

Poi, con un salto di mezzo millennio, siamo giunti alla notissima Villa Romana del Casale a Piazza Armerina, ammirando i famosi mosaici, alcuni di straordinaria modernità, come quello delle "pentatlete" in disinvolti bikini e un autentico "fotoracconto", o meglio "mosaico-racconto", lungo oltre 60 metri e raffigurante il trasporto di animali esotici dall’Africa a Roma per gli spettacoli del Colosseo.

mosaici Villa Armerina

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Pubblicato da: Edelweiss CAI | 18/07/2014

Cosa fare se si incontra un orso

Sulle Alpi sono sempre più numerosi gli orsi, animali timidi e che finora non hanno rappresentato nessun rischio per le persone. Un video del WWF svizzero spiega come comportarsi nel caso, davvero poco probabile, che se ne incontri uno:

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 15/07/2014

Engadina: la Via dell’Acqua

Lungo la Via dell’Acqua

Domenica 13 luglio bella escursione in Alta Engadina lungo la Via dell’Acqua, dove sei laghetti (lejins in romancio) incantano e giocano coi riflessi del cielo.

È un anello di poco più di 5 km che parte dalla stazione a monte della funivia Sils-Furtschellas, molto panoramico perché spazia dalle pareti rocciose del massiccio del Corvatsch ai monti circostanti e ai laghi di fondovalle, ben noti ai fondisti di Edelweiss nella loro veste invernale (foto in  Lungo le piste dell’Engadina).

Trovate la descrizione dell’escursione nel sito Edelweiss, e alcuni dettagli tecnici qui.

Grazie a Fiorenzo per le foto!

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 14/07/2014

Siete pronti per il Pizzo Uccello?

salita al Pizzo Uccello

Domenica 20 luglio vi aspettiamo alla conquista del Pizzo Uccello (2717m), in Svizzera, che raggiungeremo da San Bernardino (1670m).

Per chi non se la sente di arrivare in cima, interessante traversata lungo il vallone del Vignun fino al passo Strecc de Vignun (2373 m) con bella vista sulla piramide scura del Piz Tambò ed arriverà a Nufenen, seguendo la bucolica Valle Areua.

Dettagli e modalità di iscrizione nel sito Edelweiss.

Qualche foto del percorso fatta durante la ricognizione della scuola di escursionismo:

Pubblicato da: Edelweiss CAI | 10/07/2014

Sentiero glaciologico dell’Alta Valsesia

Ringraziamo Oscar e Fiorenzo che hanno condiviso le foto dell’escursione di domenica 6 luglio sul Sentiero glaciologico nel Parco Naturale dell’Alta Valsesia.

Pubblicato da: Licia | 06/07/2014

Anello del Pizzo Carbonara (Madonie)

carta delle Madonie del CAI SiciliaDurante il trekking in Sicilia del mese scorso abbiamo trascorso due giorni nel Parco Naturale Regionale delle Madonie (Palermo) per due escursioni molto panoramiche e ricchissime dal punto di vista ambientale, naturalistico e geologico.

Il nostro primo itinerario è stato l’anello che da Piano Battaglia (1572 m) ci ha portati sul Pizzo Carbonara (1979 m), la cima più alta delle Madonie e la seconda della Sicilia dopo l’Etna, lungo un sentiero molto agevole e ben tracciato, che abbiamo percorso in senso orario.

salita a pizzo Scalonazzo

Ci siamo incamminati nella tarda mattinata e dopo una breve salita lungo un pendio sassoso con una vegetazione erbacea caratterizzata da fiori di ogni genere, seguita da brevi tratti in faggeta, abbiamo raggiunto un bivio che verso destra ci ha portati sul Pizzo Scalonazzo, dove si trova un’insolita tomba con monumento e lapide a ricordo del cane Argo, fedele compagno di un escursionista siciliano amante delle Madonie.

mare Tirreno sullo sfondo

La vista era davvero spettacolare: verso sud vegetazione tipicamente montana, mentre verso nord spiccava la striscia azzurro intenso del mare Tirreno, a pochi km di distanza in linea d’aria . 

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Pubblicato da: Licia | 30/06/2014

In Sicilia, sulla Rocca Busambra

Dal 14 al 21 giugno scorsi un gruppo di soci Edelweiss CAI era in Sicilia. Per tutti rimarrà sicuramente indimenticabile la prima escursione del trekking, sulla Rocca Busambra, nella Riserva Naturale Orientata del Bosco della Ficuzza e della Rocca Busambra, su un territorio che comprende vari comuni tra cui Monreale e Corleone. La Rocca Busambra è una struttura complessa formata da vari rilievi tra cui Pizzo Nicolosi, Rocca Argenteria, Rocca Ramusa e Pizzo Busambra, si estende per circa 15 km e raggiunge i 1613 m, il punto più alto dei Monti Sicani,

Rocca Busambra dall'Alpe Cucco

Il versante settentrionale è davvero imponente, con pareti calcaree a strapiombo alte fino a 350 m che emergono dal verde dei boschi e dei pascoli e che abbiamo potuto ammirare anche dal Rifugio Alpe Cucco, dove abbiamo pernottato e da dove abbiamo iniziato l’escursione (vedi Google Maps e la carta dei sentieri).

verso Piano Tramontana, a destra il Pizzo Busambra

Ci siamo messi in cammino prima delle 9, lungo una strada sterrata presto lasciata per iniziare a salire in mezzo a cespugli di rosa canina, flora molto varia e rigogliosa e alcuni tratti boscosi fino a raggiungere il Piano della Tramontana, dove abbiamo proseguito inizialmente verso ovest, sotto la cresta, per poi salire fino alla cima.

versante meridionale Rocca Busambra

Abbiamo subito notato che il paesaggio e la vegetazione sul versante meridionale, esposto al vento, erano completamente diversi: il colore predominante virava al giallo delle molte graminacee ormai secche, erano quasi assenti gli arbusti e invece si facevano notare i numerosissimi cardi (o meglio, si facevano sentire le loro spine!).

cresta Rocca Busambra

Dopo la pausa pranzo in vetta, abbiamo proseguito lungo la cresta. Il percorso, inizialmente molto ripido, non è segnato ed è risultato impegnativo anche nei tratti con poca pendenza a causa del terreno decisamente accidentato, con pietre ovunque che costringevano a prestare molta attenzione e a continui e stancanti cambiamenti di passo.

tra rocce e cardi

Arrivati in prossimità della Rocca Ramusa abbiamo iniziato a scendere verso la Ciacca di Bifarera, una spaccatura sulla parete nord della Rocca Busambra, e i nostri sforzi sono stati ripagati da una vista spettacolare. Qui finalmente abbiamo ripreso a camminare su un sentiero, tra vegetazione molto fitta che ci ha portati direttamente nel Bosco della Ficuzza, dove nel tardo pomeriggio abbiamo concluso la nostra escursione.

Ciacca di Bifarera

È un’escursione sicuramente molto bella e varia, che però richiede una certa resistenza e allenamento, e che non sarebbe stata possibile senza la nostra guida, Giuseppe Ippolito, che con le sue informazioni naturalistiche, soprattutto geologiche e botaniche, ci ha fatto apprezzare ancora di più il territorio. In Rocca Busambra, Bosco della Ficuzza e Cappidderi, Marabito trovate la sua descrizione di questo posto davvero molto affascinante e che ricorderemo a lungo.

Pubblicato da: Licia | 25/06/2014

Trekking in Sicilia: dai Monti Sicani alle Madonie

Nei prossimi giorni spero di trovare un po’ di tempo per condividere qualche foto e qualche ricordo di un bel trekking in Sicilia, Dai Monti Sicani alle Madonie passando per il Corleonese fino ad Agrigento, a cui ho partecipato con una trentina di soci Edelweiss dal 14 al 21 giugno. È stata una settimana molto intensa, che ci ha fatto scoprire ambienti e paesaggi molto vari e affascinanti ed è stata completata da visite a luoghi di grande interesse storico.

bombo e Aporia crataegi su fiore di cardo

Come simbolo del nostro trekking ho scelto una foto che sintetizza i colori dominanti delle nostre escursioni e la natura davvero stupenda e molto varia che abbiamo potuto apprezzare nei dettagli lungo percorsi insoliti e a volte selvaggi grazie alle spiegazioni di Giuseppe Ippolito, la nostra bravissima guida siciliana. Il fiore di una delle tante varietà di cardo mi sembra particolarmente rappresentativo, anche se non si vedono le spine: sono sicura che gli altri escursionisti concorderanno! 😉

Un ringraziamento a Enzo Acri, responsabile del trekking, a Giuseppe e ai compagni di viaggio che hanno reso molto piacevoli le escursioni.

Licia

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