Pubblicato da: Edelweiss CAI | 28/08/2014

Via Alpina 5: da Merano alla Bassa Engadina

Dal 19 al 26 luglio un gruppo Edelweiss CAI ha partecipato al trekking Via Alpina 5: da Merano alla Bassa Engadina, con qualche variazione di programma dovuta al maltempo. Eccovi il racconto di Paolo Todeschini:

imageCol treno raggiungiamo Bolzano, dove un efficientissimo autista del bus privato prenotato, ci preleva addirittura al binario e con lui raggiungiamo la partenza della funivia di Tirolo, sopra a Merano: pique-nique sulla terrazza panoramica che domina la conca di Merano, punto di arrivo della tappa dello scorso anno della Via Alpina (per chi non lo sapesse si tratta del tracciato che da Trieste porta a Monte Carlo, toccando tutti i Paesi prospicienti le Alpi).

Di qui, in poco più di due ore raggiungiamo il Rifugio di Valico dove ceniamo e pernottiamo.

L’indomani, con tempo nuvoloso e alcuni piovaschi percorriamo la Meraner Hoenweg, un sentiero in mezza costa lungo il versante sinistro della Val Venosta, con continui saliscendi, molto lungo, in bei boschi di larici.

image

Passiamo in vista del Castel Duval, residenza estiva di Messner e museo. Arriviamo così a St. Katherina con la sua bella chiesa in cima alla collinetta. Da qui con il bus di linea raggiungiamo la nostra meta per la notte, un confortevole hotel a Madonna di Senales.

image

Il mattino seguente pioggia a dirotto, previsioni pessime per la giornata. In questa tappa dovremmo affrontare Forcella del Santo a 3097 m, con un nevaio residuo dell’inverno: siamo attrezzati con i ramponi, ma è molto probabile che lassù nevichi, e ci sia nebbia, con difficoltà di trovare la via giusta: meglio non rischiare.

image 

Tra l’altro se anche potessimo raggiungere i rifugio Oberettes, la tappa successiva richiederebbe il passaggio di altri due passi oltre 3000 metri, con neve, troppo! Con un giro di telefonate, rivoluzioniamo i piani, fortunatamente trovando la collaborazione dei rifugisti delle tappe successive, in modo da poter saltare questi ostacoli e proseguire oltre. Con un servizio taxi raggiungiamo la Val Lunga, dove ci aspetta una simpatica accoglienza in un garni molto piacevole. Intanto continua a piovere!

image

Il giorno dopo sotto una pioggia meno insistente saliamo al Rifugio Pio XI ai piedi della Palla Bianca, che bontà sua a un certo punto si scopre e ci lascia vedere il suo bellissimo ghiacciaio. La discesa avviene lungo uno spettacolare sentiero glaciologico, senza pioggia. Passiamo una seconda notte nel garni.

Per il giorno successivo era previsto un lungo giro oltre il lago di Resia, poi lungo la Val Rojen per raggiungere il Rifugio Sesvenna: troppo lungo e incerto, con questo tempo, un po’ migliorato, ma non molto affidabile. Cambiamo itinerario, con i mezzi pubblici raggiungiamo a St Valentin l’ovovia che porta a Haider Alm, dalla quale affrontiamo una lunga cavalcata in cresta fino alla Schwarzer Kopf e a Rasasser Spitz. Il tempo tiene e ci godiamo il sentiero un po’ esposto, con il quale a sera siamo al rifugio, dove resteremo 2 notti.

L’indomani piove ancora, non ci lasciamo intimorire e partiamo per un anello che ci porta a delle belle malghe per rientrare poi al Rifugio Sesvenna.

La tappa successiva ci deve portare lunga la spettacolare Val d’Uina con il suo sentiero scavato nella roccia, che scende nella Bassa Engadina, 1000 m più giù: per fortuna la giornata è bella, percorrere questa strada sotto la pioggia sarebbe una sofferenza.

Giunti a Sur En dove possiamo fare la sosta pranzo distesi in un bel prato, con il sole!!!, risaliamo nella Val Sinestra sul lato sinistro dell’Engadina: dobbiamo raggiungere l’albergo prenotato, che si trova in una posizione incredibile, in fondo a un vallone molto stretto in un bel bosco, in una costruzione anni 30 creato per lo sfruttamento terapeutico di acque termali, uno strano posto, ma molto accogliente.

Appena approdati, ricomincia a piovere, e pioverà anche l’indomani, giorno in cui era programmata una bella salita su questo versante della Bassa Engadina, a un colle di 2730 m, per scendere poi a Motta Naluns dove una funivia che ci avrebbe portato a Scuol, ultimo paese del nostro trekking.

Decidiamo che camminare sotto la pioggia per 6 ore almeno, e non vedere nulla non vale proprio la pena. Si scende direttamente e si concorda con il bus che deve venirci a recuperare di anticipare, per cui alle 2 del pomeriggio ci imbarchiamo per il rientro a Milano, naturalmente sotto la pioggia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie