Pubblicato da: Licia | 06/07/2014

Anello del Pizzo Carbonara (Madonie)

carta delle Madonie del CAI SiciliaDurante il trekking in Sicilia del mese scorso abbiamo trascorso due giorni nel Parco Naturale Regionale delle Madonie (Palermo) per due escursioni molto panoramiche e ricchissime dal punto di vista ambientale, naturalistico e geologico.

Il nostro primo itinerario è stato l’anello che da Piano Battaglia (1572 m) ci ha portati sul Pizzo Carbonara (1979 m), la cima più alta delle Madonie e la seconda della Sicilia dopo l’Etna, lungo un sentiero molto agevole e ben tracciato, che abbiamo percorso in senso orario.

salita a pizzo Scalonazzo

Ci siamo incamminati nella tarda mattinata e dopo una breve salita lungo un pendio sassoso con una vegetazione erbacea caratterizzata da fiori di ogni genere, seguita da brevi tratti in faggeta, abbiamo raggiunto un bivio che verso destra ci ha portati sul Pizzo Scalonazzo, dove si trova un’insolita tomba con monumento e lapide a ricordo del cane Argo, fedele compagno di un escursionista siciliano amante delle Madonie.

mare Tirreno sullo sfondo

La vista era davvero spettacolare: verso sud vegetazione tipicamente montana, mentre verso nord spiccava la striscia azzurro intenso del mare Tirreno, a pochi km di distanza in linea d’aria . 

Scesi dal pizzo Scalonzzao, siamo tornati sul sentiero n. 2 che ci ha portati in cima al Pizzo Carbonara. Lungo il percorso abbiamo potuto osservare alcune doline e altri aspetti tipicamente carsici della zona.

in cima a Pizzo Carbonara

Da Pizzo Carbonara siamo scesi in direzione Pizzo Principessa, lungo un itinerario che si snodava tra pietraie, boschi di faggi e prati fioriti, illustrati in tutti i loro aspetti dalla nostra guida Giuseppe Ippolito (per i dettagli geologici, botanici ed entomologici, potete leggere la descrizione di Giuseppe, L’Altopiano del Carbonara).

discesa da Pizzo Carbonara 

Particolarmente spettacolari le fioriture color giallo intenso di Cachrys ferulacea, o basilisco, un’ombrellifera dall’odore di anice sotto la quale si può trovare un fungo molto raro e pregiato, il Pleurotus nebrodensis, che però non siamo riusciti a vedere.

tra i fiori di basilisco

È stata un’escursione davvero molto piacevole, senza alcuna difficoltà (il dislivello era di soli 350 m circa), che ci ha permesso di apprezzare con grande tranquillità un ambiente affascinante. 

piano Battaglia

Vedi anche:

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Responses

  1. bravissima licia .. perfetta descrizione .. bello anche l’albergo un po’ stile Shining (solo per alcuni!) con cinghiali di contorno e un’ottima tisana fatta in casa con foglie di alloro e buccia di limone

    • Dell’albergo, in posizione panoramica ma isolato e con connettività limitata, mi sono rimaste impresse le istruzioni per poter telefonare con un particolare operatore: uscire nel parcheggio, appoggiarsi al cofano della Lancia, spegnere il telefono e riaccenderlo. Non ha funzionato, e non ho osato cercare di appurare se fosse una burla del padrone dell’albergo! 😉


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