Pubblicato da: Enzo | 21/07/2010

Emozioni islandesi 7 – Ceneri e vulcani

Delle famigerate ceneri islandesi ne abbiamo visto ben poche, e solo nel raggio di una decina di km dal vulcano Eyjafjallajökull: sarà che le piogge la assestano, ma se non fosse stato per il tanto clamore non ce ne saremmo probabilmente neanche accorti (anche senza contare quella venduta come souvenir).

Nelle tre tappe del sud, passiamo dalle aree del parco Þingvellir alle rioliti (minerale color ocra e ruggine) della regione del Landmannalaugar e fino alle lingue ghiacciate quasi costiere del ghiacciao Vatnajökull, che alimentano fiumi brevi ma a volte disastrosi come avvenne nel 1995, a seguito di una eruzione subglaciale, con una inondazione che distrusse ponti e la stessa strada 1.

carta

La cartina a lato è basilare per capire come si è formata l’Islanda e come sono disposti i vulcani: nell’era terziaria, più antica, esistevano le zone emerse laterali (in verde), poi “riempite” dall’ascesa di vulcani sottomarini, prima quelle bruno scure, poi quelle più chiare ed infine le zone costiere sedimentarie dovute all’apporto di detriti. Si vedono l’andamento delle faglie e i vulcani principali.

Nella zona, dominata dal vulcano Hekla, si trovano anche i già citati Geysir e la cascata Gulfoss. Nella foto a destra, la grande faglia tettonica tra le placche americana ed europea nella zona di Þingvellir. Altre immagini in Islanda… e lievitazione delle torte.

Skogafoss

Al termine del primo giorno, sulla via per l’albergo, abbiamo fatto sosta alla cascata Skógafoss, molto imponente.

Siamo ai piedi del vulcano Eyjafjallajökull, e qui un po’ di cenere nera si vede.

È una zona di cascate grandi e piccole, tutte spettacolari, tra cui anche la famosa cascata Seljalandsfoss, tipica perché ci si passa anche dietro (ne abbiamo parlato, con foto, anche qui, qui e qui).

 

paesaggi multicoloriIl giorno successivo è dedicato a emozionanti percorsi fuoristrada nella regione di Landmannalaugar, rinomata per i percorsi di trekking.

Qui qualcuno si immerge in pozze di acqua calda (non a caso in islandese Landmannalaugar significa “sorgenti calde delle persone [che abitano] la terra”) mentre un bel gruppo va in esplorazione della zona circostante.

Il viaggio di andata prosegue con continui saliscendi alla  scoperta di splendidi laghi vulcanici, al rientro invece vallate multicolori nella zona selvaggia di Eldgja

lago vulcanicoco     vallata

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Responses

  1. Il trekking (ma preferisco chiamarla ‘hike’, in inglese), da Landmannalaugar a Thorsmork è consigliatissimo. Una delle esperienze più belle della mia vita.


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