Pubblicato da: Enzo | 12/07/2010

Emozioni islandesi 3 – Un viaggio da “gustare”

Un grande viaggio è come un grande piatto, ingredienti di qualità ed uno chef all’altezza: così comincia l’avventura in Islanda.

Strokkur, il geyser più famoso dell'Islanda: qui si vede la "bolla" d'acqua che precede il getto di vapore che sta per essere scagliato verso l'altoIngredienti fondamentali: un territorio straordinario, paesaggi favolosi e diversi, i grandi spazi dei deserti di Askja e quelli attraversati dalla pista di Kjölur (sulla luna non ci siamo stati ma dicono che ci assomiglia), i geyser straordinari e puntuali, vulcani a profusione spesso sottostanti a ghiacciai dagli spessori preistorici (qui si capisce davvero cosa è una glaciazione) e le susseguenti cascate, imponenti per salto d’acqua e portata. Di volta in volta a me rievocavano a volte passati viaggi, in luoghi e tempi diversi (valli dal verde dell’Altai mongolo, i pinnacoli lavici dell’Etna, le fumarole di Vulcano e di Faial nelle Azzorre, moltiplicate per cento), ma qui c’è tutto insieme in una sequenza ininterrotta e mozzafiato.

Veniamo allo “chef” Giorgio, una guida italiana che opera principalmente in Islanda da 11 anni (date un’occhiata alle sue foto qui), in perfetta simbiosi con il territorio e la cultura e la lingua islandese che parla correntemente, severo quanto basta per mettere in riga i “montanari” troppo disinvolti in luoghi esposti, ma estremamente preparato e tempestivo negli interventi e nel dare i tempi, Non siamo in Tibet ma sulla pista di Kjölur sicché in una giornata spesso lunghissima (e non te n’accorgi in assenza di notti) ci stavano straordinari fuori programma, crateri fuori mano, soste fotografiche frequenti. Compito non facile,alle prese con un tempo mutevole ed imprevedibile, tanto che le previsioni meteo islandesi sono aggiornate ogni 2 ore: il suo capolavoro aver anticipato di un giorno, l’unico di pieno sole, il deserto di Askja (il giorno successivo tutta l’area è stata chiusa per bufera di vento, con bus rovesciati e camper fermi!).

Non potevano mancare gli strumenti, nel nostro caso un bus davvero speciale guidato da un autista espertissimo, di cui vi parlerò presto.

discesa in kayak alla cascata GoðafossInfine, altro ingrediente indispensabile, come sempre, è poi un po’ di fortuna (quella con la C maiuscola).
Talvolta la propiziamo ma spesso capita all’improvviso, come quando ci imbattiamo in vertiginose ed impensabili discese in kayak delle celebri cascate di Goðafoss, nel nord dell’Islanda, o come quando ci capitano imprevisti di viaggio che si trasformano invece in opportunità inaspettate.

Da parte mia sono proprio contento di aver invitato tanti amici vecchi e nuovi a “gustare” con me questo “piatto”.

Enzo


Vedi anche: Emozioni islandesi 1 e 2 e altri post con il tag Islanda.

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Responses

  1. Volevo segnalare, a proposito delle emozioni del viaggiare, tratto da “Movimento lento” quanto pensa il noto trekker Carnovalini:
    http://www.movimentolento.it/it/resource/blog/RiccardoCarnovalini/il-ritorno-casa-di-r-carnovalini/
    Enzo

  2. C’è anche una bellissima raccolta di foto con commenti in italiano nel sito di National Geographic: Islanda, una natura da fine del mondo


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