Pubblicato da: Licia | 08/05/2010

Tenerife – Canali(ni) di raccolta dell’acqua

Lasciato l’aeroporto di Tenerife Sud, il primo impatto con l’isola più grande delle Canarie non è il massimo. Tra i principali fattori antiestetici

  • l’urbanizzazione selvaggia della costa meridionale;
  • le coltivazioni di banane, impacchettate in strutture di tessuto beige che le proteggono dal vento e dalla salsedine ma che da lontano o dall’alto le fanno sembrare enormi capannoni industriali;
  • l’incredibile numero di grossi tubi lungo le strade e in mezzo ai campi, usati per portare l’acqua alle coltivazioni sulla costa, altrimenti molto arida.

Meno visibili sono invece i canali di raccolta dell’acqua che tagliano le montagne in tutte le direzioni partendo dalle zone più alte, dove condizioni climatiche particolari danno luogo a importanti fenomeni di condensa e dove può anche piovere. Nell’isola ci sono migliaia di km di canali, a volte molto evidenti, altre mimetizzati, altre ancora invisibili perché scavati in più di 1000 gallerie.

Batán de Abajo, sotto alla cima con il nome vagamente italianizzante di "Roque Milano"Durante una delle escursioni che mi sono piaciute di più abbiamo camminato proprio in uno di questi canali, in questa stagione asciutto.
Il sentiero partiva da Batán de Abajo (un paesino nel Massiccio di Anaga circondato da terrazzamenti coltivati a orto), “scollinava” subito sopra il paese, vicino a curiose formazioni rocciose, quindi continuava in un anello tra una vegetazione di arbusti e cespugli dove spiccavano echium, euphorbia e altre piante tipiche canarie.

canale per la raccolta dell'acqua trasformato in sentiero Il tratto nel canale è stato molto divertente. Si procedeva in una specie di fossato di pietra con pareti rinforzate, largo non più di 50 cm, da sconsigliare però a chi soffre di vertigini: in alcuni tratti, da un lato c’era uno strapiombo e dall’altro pareti sporgenti, tanto che a volte bisognava camminare quasi rannicchiati e, nelle curve più strette, piegarsi ed “abbracciare” la roccia per proseguire (meglio non avere zaini ingombranti!). Abbiamo anche percorso qualche centinaio di metri in galleria, con le lampade frontali che ci sarebbero poi servite per l’ascesa al cono del Teide. Ho molto ammirato chi ha costruito queste strutture, un lavoro portato a termine con grande fatica, pochi mezzi e parecchio pericolo.

Il canale seguiva il percorso del Barranco Seco, una gola di rocce vulcaniche nere e rossastre con forme molto particolari, continuamente interrotte da anfratti, spaccature e grotte e con una vegetazione compatta che da lontano le faceva sembrare montagne del presepe, quelle di carta accartocciata, ricoperte da muschio gigante: un ambiente particolare che mi è piaciuto molto e che ci ha confermato che, al di là degli orrendi agglomerati turistici sulla costa, Tenerife è davvero incantevole. 

 il gruppo Edelweiss CAI che cammina nel canale lungo il Barranco Seco

Vedi anche: altri post sul trekking a Tenerife organizzato da Edelweiss CAI lo scorso aprile.

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Responses

  1. E’ proprio vero Le bellezze naturalistiche di Tenerife sono straordinarie. Anche io che lavoro nel campo turistico ricettivo per Tenerife sono della stessa opinione. Molti si lasciano incantare solo da alberghi, hotel e spiaggie, ma tenerife offre molto di più


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