Pubblicato da: Licia | 04/01/2010

Trekking: cascate in Islanda

I nomi islandesi sono difficili da leggere e memorizzare per noi italiani, anche perché l’alfabeto islandese ha ben 32 caratteri, tra cui ci appaiono parecchio insoliti ð e þ (corrispondono più o meno al digramma inglese th).

C’è però una parola che tutti imparano presto a riconoscere, foss: vuol dire cascata e si trova in fondo al nome di alcuni dei posti più belli in un viaggio in Islanda. Ecco allora qualche esempio di “-foss” che si vedranno durante il trekking Islanda tra vulcani e ghiacciai organizzato da Edelweiss CAI per il prossimo giugno:

Gullfoss 
Forse la più famosa, è nel sud-ovest dell’Islanda e fa parte dell’itinerario noto in inglese come Golden Circle (“circolo d’oro”). Altro riferimento all’oro (gull) nel nome della cascata, o meglio, delle cascate, visto che ci sono due salti, posti a circa 90° tra loro, davvero spettacolari. Grande contrasto tra l’ampiezza della cascata e il canyon lungo e stretto dove va a finire. Giorno 2 del viaggio.
Gullfoss
Seljalandsfoss Seljalandsfoss
A sud, sicuramente quella che mi ha emozionato di più perché si può camminare dietro la cascata stessa, in un’atmosfera un po’ surreale, dentro una nebbiolina formata dalle goccioline dell’acqua che crea un’insolita cortina, circondati da muschio di un verde intensissimo (nella foto, la macchia azzurra è una persona). Giorno 2 del viaggio, portatevi una cerata!
Skógafoss
Non lontano da Seljalandsfoss, è di grande impatto visivo: è alta 60 m e larga 25 m e nell’antichità era una scogliera a picco sul mare, ora a circa 5 km di distanza. Nelle giornate di sole davanti alla cascata si formano arcobaleni e giochi di luce particolari (purtroppo non nel mio caso). C’è un sentiero con varie centinaia scalini che sale sul lato destro della cascata, in alcuni punti costeggiandola da vicino, e che culmina dove inizia il salto: l’effetto è notevole! Il sentiero prosegue poi in un bel percorso tra prati verdi, ruscelli e altre cascate. Giorno 2 del viaggio.
Skógafoss
Svartifoss Svartifoss
Il nome vuol dire “cascata nera” perché è circondata da una specie di anfiteatro naturale di rocce basaltiche molto scure, di origine vulcanica, che hanno una forma esagonale e sembrano quasi canne d’organo giganti. Non è molto possente ma l’ambientazione è davvero unica. Si trova all’interno del parco nazionale Skaftafell, nella zona sud-est dell’Islanda, e per raggiungerla si può percorrere un sentiero molto bello, con una flora molto varia e parecchi scorci su alcune lingue del ghiacciaio Vatnajökull e sul sandur, l’enorme deserto di sabbia scura nel sud dell’Islanda. Giorno 4 del viaggio.
Dettifoss
Nel nord dell’Islanda, larga 100 m e alta 44, ha la maggiore portata d’acqua d’Europa, fino a 500 m³ al secondo, tanto che la nube di spruzzi si vede a un km di distanza e il fragore è intenso. Fa una certa impressione, anche per l’aspetto molto fangoso. Magnifico il paesaggio circostante, un canyon scavato dal fiume Jökulsá (più a nord e ancora più particolare il canyon Ásbyrgi). Giorno 6 del viaggio.
canyon Jökulsá visto dal sentiero che porta a Dettifoss
Goðafoss Goðafoss
A nord, tra Mývatn e Akureyri, è una cascata molto scenografica a forma di ferro di cavallo. Il nome significa “cascata degli dei”: attorno all’anno 1000 il capo dell’Assemblea generale islandese decise che il cristianesimo diventasse la religione ufficiale e la leggenda vuole che al suo ritorno dall’Alþingi, il parlamento islandese, gettasse alcune statue di dèi nordici nella cascata, dandole il nome. Giorno 8 del viaggio.

Aggiornamento agosto 2010: i ricordi del trekking sono raccontati nei post con il tag Islanda.

Annunci

Responses

  1. Ciao a tutti, io e la mia ragazza abbiamo aperto un sito interamente dedicato all’Islanda realizzato con tanta passione e lavoro: http://www.viaggioinislanda.it
    Ci sono tantissime informazioni utili dedicate agli italiani che vogliono organizzarsi un viaggio in questa terra magnifica. Visitateci.
    Grazie.
    Maurizio e Giusy.

  2. Dal quotidiano The Guardian ho scoperto che la recente eruzione del nuovo vulcano tra le nevi del ghiacciaio Eyjafallajökul, e in particolare la lava che in uno dei suoi percorsi precipita da una parete verticale, ha dato luogo a un nuovo tipo di foss, la hraun-foss o “cascata di lava”, un fenomeno del tutto nuovo in Islanda e documentato in questa bellissima foto di Kristján Freyr (via Flickr):

    Hraunfoss è anche il nome di un’altra cascata islandese molto fotografata perché l’acqua si divide in tantissime cascatelle che si infrangono sulle rocce formando rivoletti bianchissimi che creano un grande contrasto con le pareti scure di lava (hraun) sottostanti:


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie